Keynes, il santo protettore dello Stato spendaccione
L’articolo di Javier Milei su Clarín non è un esercizio accademico, ma un atto d’accusa contro la teoria che ha fornito ai governi l’alibi per spendere, indebitarsi e presentare l’espansione pubblica come “cura” dell’economia. Milei sostiene che il keynesismo abbia trasformato la spesa statale in virtù politica, cancellando il ruolo del risparmio, del tempo e della responsabilità fiscale. Il risultato è una dottrina che giustifica deficit permanenti, interventi continui e una dipendenza crescente dal bilancio pubblico. Una critica che riguarda da vicino anche l’Italia, dove ogni crisi diventa pretesto per più Stato, più debito e meno libertà economica.
