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Contro l’illusione del potere. Perché l’economia non si comanda
L’ordine sociale non nasce da decisioni imposte dall’alto, ma dalle interazioni libere tra individui. Quando il potere tenta di sostituirsi a questo processo, senza possedere la conoscenza diffusa nella società, produce distorsioni e errori sistemici. La vera alternativa è tra un ordine spontaneo, fondato sulla libertà e sulla cooperazione, e un ordine imposto, che finisce…
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Sussidiati e contenti? La “presunzione fatale” del welfare
Passaggio da opportunità a diritti trasformati in pretese: i risultati non emergono più da scelte, rischio e responsabilità, ma vengono affidati all’intervento pubblico. Richiamando Hayek, il testo evidenzia come nessuna autorità possa coordinare le conoscenze disperse meglio del mercato. Sussidi e misure come il “reddito di merito” sostituiscono il processo con esiti prefissati, alterando incentivi…
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L’avvocato a premio: così si svilisce una professione libera e di garanzia
Una norma del decreto sicurezza introduce un compenso per gli avvocati solo in caso di rimpatrio volontario del migrante assistito. Un meccanismo che lega la difesa al risultato, mettendo in discussione indipendenza, ruolo e funzione della professione.
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L’individuo che agisce. Contro le illusioni dell’economia “guidata”
L’economia non nasce da entità astratte come mercati o istituzioni, ma dalle scelte concrete degli individui. Ogni azione è guidata da preferenze soggettive, non misurabili né correggibili dall’esterno. I tentativi di “guidare” l’economia tramite politiche e pianificazioni non la migliorano: la sostituiscono, distorcendo il processo spontaneo con cui le persone coordinano liberamente le proprie decisioni.
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Il salario non si decreta
Il salario non può essere imposto per legge senza conseguenze: nasce dall’incontro tra domanda e offerta di lavoro, produttività e condizioni economiche. Interventi politici come il salario minimo rischiano di creare distorsioni, ridurre l’occupazione o spingere verso l’irregolarità, invece di migliorare realmente il benessere dei lavoratori.
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Il rifiuto della teoria e il trionfo dell’errore
Separare teoria e pratica è un errore: ogni azione si basa su idee, anche quando non sono esplicite. Senza un solido quadro teorico, le decisioni diventano reattive e producono effetti indesiderati. Il richiamo a Mises e Hayek chiarisce che i fatti non parlano da soli e che l’ordine sociale nasce da processi complessi, non da…
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Milei scuote la Spagna: non è solo un’intervista, è una sfida al potere
Dalle pagine di El Debate, Javier Milei rilancia una visione radicale che sfida apertamente l’impostazione politica dominante in Europa. Tra attacchi alla sinistra e rivendicazioni identitarie, l’intervista riaccende il dibattito su ruolo dello Stato, libertà individuale e limiti dell’intervento pubblico. Un confronto che supera i confini argentini e investe direttamente le scelte economiche e sociali…
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Turismo, meno regole, più futuro
La nomina di Gianmarco Mazzi al Turismo apre una fase decisiva: il settore non ha bisogno di nuove regole, ma di meno vincoli. Affitti brevi, burocrazia e pressione fiscale restano i principali ostacoli alla crescita. Solo riducendo l’intervento pubblico e restituendo spazio all’iniziativa privata sarà possibile aumentare offerta, investimenti e sviluppo.
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La concorrenza fiscale che fa paura agli Stati
La crescente mobilità di capitali e contribuenti sta trasformando i sistemi fiscali in un terreno di competizione tra Stati. Le recenti scelte del Regno Unito sul regime dei non-dom stanno spingendo molti grandi patrimoni a valutare nuove destinazioni, tra cui l’Italia, favorita anche dalla flat tax per i nuovi residenti. In questo contesto, la concorrenza…
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Referendum, perché l’azione senza idee è solo più cieca
Il referendum sulla giustizia mostra una politica capace di mobilitare consenso ma incapace di orientarlo. Senza una solida cornice teorica, il voto resta privo di direzione: prevale il “No”, ma senza progetto né visione. Il risultato è una partecipazione che non si traduce in scelta consapevole, segno di un vuoto di idee che indebolisce le…
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Figli, lavoro e politica: l’illusione che lo Stato possa organizzare la vita delle famiglie
Figli, lavoro e politica: davvero lo Stato può organizzare la vita delle famiglie? La bocciatura del congedo paritario riapre una questione più profonda: non è la mancanza di una misura il problema, ma l’idea che nuovi obblighi e più spesa pubblica possano risolvere natalità, lavoro e crescita. Dopo anni di interventi, i risultati restano deboli:…
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Prezzi decisi per legge, scarsità per conseguenza
Fissare per legge il prezzo dei carburanti può sembrare una soluzione semplice, ma rischia di produrre l’effetto opposto: meno offerta e più carenze. Intervenire sui prezzi senza agire sulle cause globali distorce il mercato, scoraggia investimenti e spinge le forniture altrove, mentre il peso di accise e Iva resta determinante sul costo finale.
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Il debito non è solidarietà: è una promessa di tasse future
Il debito pubblico non è solidarietà, ma una tassa futura mascherata: finanzia benefici immediati scaricando i costi su chi non ha voce. Così si rompe il legame tra decisione e responsabilità, riducendo libertà e margini delle generazioni future.
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La Cassazione sommersa dal Fisco è il segno di un potere senza limiti
Il crescente peso del contenzioso fiscale in Cassazione non è solo un problema giudiziario, ma il segnale di una frattura tra cittadini e Stato. L’incertezza normativa, la pressione su proprietà e contribuenti e l’espansione della pretesa tributaria rendono il conflitto inevitabile. Ridurre le cause non significa migliorare le procedure, ma ristabilire limiti chiari al potere…
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250 anni de “La ricchezza delle Nazioni” di Adam Smith: il libro che ha cambiato il mondo
Nel 1776 Adam Smith pubblica “La ricchezza delle nazioni”, il libro che ha rivoluzionato il modo di pensare l’economia. La prosperità, ha spiegato, non nasce dal controllo dei governi ma dalla libertà degli individui di produrre, scambiare e cooperare nel mercato. A 250 anni di distanza, la sua lezione sulla divisione del lavoro e sulla…
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Ulisse, il nessuno e la paura della folla
Un viaggio attraverso tre grandi interpretazioni di Ulisse – l’eroe dell’Odissea, il navigatore della Divina Commedia e l’uomo quotidiano di Joyce – per riflettere sul rapporto tra individuo e massa nella modernità. Dalla scena degli Inferi descritta da Omero emerge la paura della folla anonima, mentre la tradizione letteraria trasforma Ulisse nel simbolo della ricerca…


