Milei e il consenso che nasce dalla realtà


Braveheart, Cuore impavido, diretto e interpretato da Mel Gibson, è molto più di un film storico: è un poema civile, un racconto sulla libertà che si fa carne, sangue e destino. Narra di William Wallace, un uomo comune che rifiuta di vivere inginocchiato e trasforma la ribellione in un atto di consapevolezza. La sua è…
Separare teoria e pratica è un errore: ogni azione si basa su idee, anche quando non sono esplicite. Senza un solido quadro teorico, le decisioni diventano reattive e producono effetti indesiderati. Il richiamo a Mises e Hayek chiarisce che i fatti non parlano da soli e che l’ordine sociale nasce da processi complessi, non da interventi improvvisati. Politiche su inflazione, energia e casa mostrano come ignorare le cause porti a risultati opposti a quelli voluti. La teoria non allontana dalla realtà: è ciò che permette di comprenderla e agire con coerenza.
Dalla conferenza del Mises Institute Germany emerge un messaggio netto: l’esperimento argentino non è un’anomalia, ma un segnale storico. La riaffermazione dell’individuo contro l’ingegneria collettivista* di Sandro Scoppa L’eco che giunge dall’Argentina non è un entusiasmo folkloristico né un evento distante. È l’indizio che qualcosa si sta incrinando nel grande recinto concettuale costruito per decenni…
Il voto del 26 ottobre 2025 ha confermato che la libertà non è un’idea astratta: è la scelta di un popolo che ha deciso di ribellarsi allo statalismo. di Sandro Scoppa L’Argentina ha scelto: non solo un cambiamento, ma una conferma di direzione. Le elezioni legislative del 26 ottobre hanno segnato un successo netto per…
L’aumento della pressione fiscale nell’Unione europea non è solo un dato economico, ma il sintomo di una malattia politica: la progressiva subordinazione della società al potere statale. di Sandro Scoppa* C’è un Leviatano che non porta la spada ma la cartella esattoriale. È il potere fiscale degli Stati europei, tornato a crescere insieme alla convinzione…
Il debito pubblico non è solidarietà, ma una tassa futura mascherata: finanzia benefici immediati scaricando i costi su chi non ha voce. Così si rompe il legame tra decisione e responsabilità, riducendo libertà e margini delle generazioni future.